Se adori i bambini, rischi d'innamorarti di iCub, il robot cucciolo (cub significa cucciolo in inglese) sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Ha le mani, l'altezza (1 metro), il corpo e il viso di un 6enne. Anche se pesa come un adulto: 75 chili di metallo e circuiti. Sorride quando riesce a fare qualcosa. Diventa triste, con tanto di labbra all'ingiù, quando fallisce un'azione. Dalla sua espressione ti accorgi se vede, o non vede, con i suoi occhietti elettronici la palla che vuoi fargli prendere, come ho potuto sperimentare di persona, giocando con lui durante una visita all'Iit, organizzata dall'Ugis (Unione giornalisti scientifici). In quell'occasione ho testato le abilità del piccolo robot. Mentre gli agitavo davanti una palla rossa, lui si muoveva per afferrarla. Una volta presa, era pronto a restituirla al mio comando (immagine di Leonardo D'Imporzano). La tecnologia che sta dietro all'operazione di prendere/cedere una palla è complicata. A descriverla in maniera egregia è Umberto Torelli in un articolo linkato qui e pubblicato qualche giorno fa dal Corriere della Sera.
Ma le virtù di iCub vanno ben oltre il gioco della palla. Il robot è in grado di apprendere dal comportamento umano, diventando intelligente. E' stato appena fornito di una "pelle" sensibile al tatto e sta in piedi anche quando viene strattonato. Giuro: ho provato a spingerlo e non è caduto. Senza contare che fa una tenerezza infinita e la sua compagnia mette di buonumore. Nel video qui sotto si vede la sua "pelle" ricoperta di microfibra grigia e la sua capacità di imparare a versare i cereali in una ciotola, grazie all'insegnamento di un uomo che guida il suo braccio, mostrandogli il gesto.
L'obiettivo dei ricercatori è di portare gli iCub (da compagnia) in casa della gente. In futuro. Proprio come "L'uomo bicentenario" di Asimov, interpretato da Robin Williams per il grande schermo. Ma prima iCub va staccato dalla presa di corrente e dal computer. Insomma, bisogna tagliare il cordone ombelicale. E per questo ci vorrà più di qualche anno. «L'idea è di arrivare a produrre iCub casalinghi in serie - dice Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Iit - da comprare a rate, come un'utilitaria. Il robot diventerà una colf: assisterà gli anziani e farà i mestieri di casa. Per insegnargli a spolverare basterà scaricare un'app. Per insegnargli a suonare la chitarra basterà scaricare un'altra app e così via. Oggi, un iCub costa 250 mila euro più Iva. Abbiamo venduto 10 esemplari ad altri laboratori in giro per il mondo che si occupano di potenziare la tecnologia robotica». Nessuna richiesta di un iCub da parte di privati, almeno per il momento.
Il progetto di questo robot è tenuto in grande considerazione dalla comunità scientifica internazionale, al punto da essere citato in un articolo di Nature News, dedicato ai progetti scientifici «capaci di emergere nel 2012». Il robot made in Genova è tra i progetti che potrebbero vincere un finanziamento Ue da un miliardo di euro in 10 anni. Cingolani spiega: «Soltanto due progetti, sui sei arrivati in finale, riceveranno il finanziamento. A maggio ci sarà un incontro e poi la decisione della Commissione si saprà a ottobre. Il programma che abbiamo presentato riguarda anche altre ricerche, non soltanto la robotica. La scelta cadrà sui progetti in grado di portare l'Unione europea al top nei prossimi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Walter Crispino 17/gen/2012 14:09:25
Paola Caruso 17/gen/2012 14:54:08
Walter Crispino 17/gen/2012 15:12:11
Paola Caruso 17/gen/2012 15:19:59
Loris PASSERI 23/feb/2012 09:36:41
Scrivi un commento